Roma 20 tours

quark

Il soggetto Ψ, oltre a tentare di costruirsi una carriera soddisfacente nel mondo della clinica, si occupa spesso pure di altro. Se può scegliere, in genere sceglie dimensioni in cui, comunque, può rendersi testimone di percorsi di crescita: conosciamo bene quella sensazione di pienezza che ci scalda quando accompagniamo qualcuno per un pezzo di strada. In fondo, diciamocelo, la Miller ha ragione: abbiamo trovato un modo sano per far stare contento il nostro bambino dotato.

Capita che uno di questi viaggi sia fatto in gruppo, uno di quei viaggi in pullman, un po’ gita scolastica (si canta, si dorme poco, si cerca di imparare cose nuove), un po’ pellegrinaggio (si condivide un credo, ma poi ti vendono le pentole, prima di arrivare al santuario), un po’ avventure nel mondo (bello sì, rischiare, ma qualcuno che mi accompagni a  vedere i cannibali senza che mi ritrovi nel pentolone, magari lo apprezzo).

Il soggetto Ψ parte ansioso e rigido, ha pure un po’ di mal d’auto. Le curve sono tante, in pullman non si riesce a dormire e anche con le cuffiette si sentono gli altri che cantano, chiacchierano, litigano. “Potevo starmene a casa mia…anzi, potevo partire da solo, sai che c’è…mi mettevo in macchina, sentivo la MIA musica, al volume che decidevo IO, mi fermavo quando a ME scappava pipì… e poi questi, ma che soggetti sono?…guarda quella che vende le pentole, ma dai, su, nel 2016, ancora?”

Scorrono panorami dal finestrino, qualcuno da di gomito al soggetto Ψ e dice “Guarda!” con meraviglia. Il soggetto Ψ, un po’ scocciato, si scuote dal torpore e alza gli occhi: in effetti sono panorami stupefacenti. Le soste diventano sempre più rinfrancanti, il cestino del tour operator non è male e poi anche gli altri hanno portato viveri: una soppressata, un sott’olio, un pandoro dell’anno scorso. Il soggetto Ψ apre lo zaino e un po’ controvoglia (chissà poi se piacciono a tutti) mette sul tavolo i suoi panini. Vede che qualcuno li addenta e un po’ si scoccia pure…perché erano i panini suoi, se li era preparati a casa, che i cestini si sa che in genere fanno schifo e ti mangi solo la mela…e ora gli tocca mangiare il panettone, che chissà se era scaduto.

Con qualcuno dei compagni fa comunella, con altri meno, qualcuno ispira fiducia e quando passa qualcun altro si avvicina la borsa al petto, che non si sa mai, di questi tempi.

Inizia anche a sentirsi stanco, lo zaino pesa, pure se ha mangiato quello che aveva: ha preso dei souvenir (non te la compri una maglietta?), gli hanno regalato delle cose, altre le ha scambiate. Da un lato vorrebbe tornarsene a casa, dall’altro continuerebbe a camminare.

Ad un certo punto la tipa che guida (quella delle pentole) annuncia al microfono che si sta effettivamente tornando a casa.

Ebbene, accadono cose inaspettate. Il soggetto Ψ pensa di avere ormai viaggiato tanto, grazie all’imponente investimento fatto negli anni, in questo ed altri viaggi (che, fuori di metafora, se metti insieme Maldive, Polinesia, Coast to Coast e Caraibi comunque ti costa meno, ma vabbè).

Invece è confuso: è felice, orgoglioso, non vede l’ora di tornare a casa per brutalizzare tutti gli amici ed i parenti con le 7000 foto (“tutte bellissime, vero?…e guarda qui, questo particolare dell’occhio del muflone che ho intravisto dietro ad una svolta mentre ero in montagna, non è poeticissimo?”) che ha scattato, vuole farsi una doccia, anzi, un bagno caldo,  buttare i vestiti sporchi in lavatrice, ma sente anche già la nostalgia del viaggio e pure dei viaggiatori che erano con lui, si chiede se effettivamente non sia il caso di rischiare ed assaggiare quella torta dall’aspetto orribile che ha snobbato finora, se non potrebbe essere bello levarsi lo sfizio, di dire a quello in quarta fila che quelle camicie a fiori che indossa sempre sono disgustose.

Quando il motore del pullman si è spento, la macchina è parcheggiata sotto casa, la lavatrice va e la vasca si sta riempiendo, il soggetto Ψ si dice che “le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si incontrano”. E nei viaggi, di cose vere, se ne incontrano a non finire.

Maddalena Vagnarelli, viaggiatrice con il quadriennio di specializzazione in psicoterapia Roma20.

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