Manifesto per l’Uomo Debole

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E’ di questi giorni la pubblicazione di un sondaggio nel quale vien riportato che 8 italiani su 10 italiani vogliono e desiderano l’uomo forte. Sognano un grande decisionista, un unto dal signore, un po’ dispotico, autoritario, un filo arrogante e non troppo democratico. Che salti salamelecchi democratici e consultazioni. Che parli alla pancia del paese. Che faccia quello che promette. Che se ne freghi del bon ton e poi che DECIDE.

Per la verità non è un sentimento nuovissimo per gli Italiani, siamo il paese in fondo del Duce  e, a cicli, abbiamo sempre avuto la fascinazione del celodurismo de noiatri. E’ la conferma dell’esistenza di una mitologia del potere che s’identifica con caratteristiche che necessitano forza, sicurezza e semplificazione.

Però a noi qui, nelle pagine di questo blog, da esperti del non detto, con antenne del nascosto e del latente, interessa quei 2 su 10 che NON lo vogliono l’uomo forte. Eh sì, quei 2 su 10 sono stimolanti e destano curiosità nella loro controtendenza. Essi ci pongono la domanda cosa vogliono. Vogliono forse meno forza, meno prepotenza e veemenza. Meno brutalità, più stile, miglior condotte e linguaggio.

Mi sono posto questa domanda e ho pensato che forse si può pensare di contrapporre all’Uomo Forte e a questa ondata di inflessibilità e rigore un movimento e una trasmissione di virtù legate all’Uomo DEBOLE: un uomo delicato e fragile, forse instabile, insicuro, spesso stanco e, quindi, a prima vista, non adatto, non moderno, insomma non vincente. Queste doti poco considerate devono essere invece rivalutate. Far comprendere che fragilità e delicatezza possono aiutare questo paese.

E’ tempo allora della scesa in campo dell’Uomo Debole, il paese lo chiede a gran voce, il paese ne ha bisogno.

A Tutti gli uomini deboli di buona volontà chiediamo di sottoscrivere il seguente decalogo e di promuoverlo nelle loro famiglie e città.

Abbiate paura e tremate pure; non siamo per nulla convinti che siamo la riposta giusta ma proprio questa è la nostra forza. Non sapere con certezza nulla.  Il nostro è un vero e proprio manifesto per rendere piccolo, modesto ed essenziale il nostro paese. Per non pensare al futuro grandioso ma ad un presente schivo. Perché tutti quanti possiamo essere deboli, se vogliamo.

  • L’uomo Debole non promette. Al massimo s’impegna, assicura un minimo sindacale, ma evita giuramenti su quello che ha più caro o garanzie che fra tot mesi quanto promesso sarà fatto. Ha imparato che far sperare , attivare il desiderio è molto più efficace che offrire il piatto già pronto.
  • L’uomo debole di conseguenza non decide, o meglio non è decisionista. Non ha la necessità del dire “e così e basta” ma piuttosto “facciamo cosi?”. L’uomo debole è speciale nell’esitare, rimandare e tergiversare. Ma sopratutto fa sentire l’altro un po’ persecutore. Ma si badi bene, tale azioni sono funzionali non a non prendere una decisione, ma a imporla. E’ quello che dice “fai tu”. “Come vuoi”. “Mi va bene qualsiasi cosa “. Con particolari espressioni e facce che portano l’interlocutore a fare quello che vuole l’uomo debole.
  • L’uomo debole non porta cravatte e accetta serenamente i suoi capelli
  • L’uomo debole non crea muri. Anzi lascia sempre le porte aperte.
  • L’uomo debole ama le donne. E vabbè direte, questo tutti. Pure l’uomo forte. Ma mentre l’uomo forte le teme e perciò le sottomette. L’uomo debole (che ha accettato la sua dose di femminilità) non le teme e perciò accetta la loro superiorità e dà loro sempre ragione. (Fidatevi risolve un sacco di problemi).
  • L’uomo debole non ostenta sicurezza. E’ fortemente sicuro della sua insicurezza e la mostra con sicurezza sapendo che solo i gravi insicuri fanno i finti sicuri.
  • L’uomo debole non ha una meta o uno scopo. Egli parte e poi si vede, volta per volta. Si ferma e riparte.
  • L’uomo debole non usa mai l’IO, ma Chi Io?
  • L’uomo debole non ha uno staff. Non ha cerchi magici. Non ha portavoce o responsabili comunicazione. L’uomo debole condivide, reblogga, reposta, retwitta e mette le foto del profilo di quando aveva 10 anni.
  • L’uomo debole rigetta la violenza e le armi. Rifiuta di risolvere i conflitti con l’aggressività….però, sì, insomma, ecco… non rompetegli troppo il cazzo.

Ovviamente da vero Uomo debole questo manifesto non sarà pubblicato, pubblicizzato e mandato a tv e giornali; vi chiedo perciò sottovoce, pian piano e silenziosamente, di farlo girare e di sottoscriverlo e di aggiungere altre caratteristiche che ritenete imprescindibili per l’uomo debole.

farfaneti   Di Gianluca Farfaneti

 

 

 

 

 

 

 

 

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